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Cambi di direzione fulminei. Assist al buio che nessun altro riusciva nemmeno a vedere. Jason Williams ha fatto sembrare il caos un piano durante il suo anno da rookie, e i tifosi di tutta la NBA ne sono andati matti.
Trovava linee di passaggio che sembravano aprirsi e chiudersi in un battito di ciglia, facendo scivolare la palla attraverso spazi così stretti che sembrava potesse vedere in direzioni precluse a tutti noi. E non erano semplici passaggi a petto. Dietro la schiena. Sopra la testa. Proiettili scagliati senza guardare il bersaglio, che finivano dritti nella tasca di tiro del compagno. I suoi passaggi a rimbalzo? Detta così: gli altri non li facevano, e nessuno li aveva mai fatti prima di lui.
SLAM 35 uscì verso la fine di quella stagione da rookie, mentre la corsa al Rookie of the Year tra Williams, Vince Carter e Paul Pierce era ancora tutta aperta. Un canestro decisivo qua, un bacio al tabellone là, un passaggio infilato nella difesa più asfissiante. Il trio si rispondeva colpo su colpo per tutta la stagione.
Quel numero portava la nostra prima copertina tripla. Tutti e tre i rookie ebbero la loro copertina, e all'interno c'era lo stesso articolo: tre giornalisti di SLAM a dibattere la corsa finché il caporedattore non decretò il vincitore. L'archivio digitale ha il testo completo. Solo uno dei tre vinse davvero.
Williams non fu quello che portò a casa il trofeo. La sua leggenda crebbe comunque, in parte grazie a highlight che ancora oggi vengono visti da milioni di persone e in parte grazie al passaggio di gomito, un singolo momento che si è guadagnato un nome tutto suo. È successo una volta sola nella lega. Una volta è bastata a renderlo il vertice dello spettacolo nel passaggio.
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