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I tifosi dei Knicks conoscono questa esultanza. Era un'esultanza prima che le esultanze dilagassero. Una vera esultanza pre-esultanze. I tifosi dei Knicks potrebbero però non conoscerne l'origine.
Larry Johnson non ha inventato questo gesto con il braccio ormai iconico. A crearlo è stato Lamont Coleman, noto anche come Big L, Harlem's Finest. Sebbene Big L sia scomparso nel febbraio del '99, le esibizioni sul palco del paroliere hanno lasciato un'impronta duratura nella città. Rick Brunson, padre del miglior giocatore attivo della franchigia e lui stesso ex Knick, ha visto esibirsi Big L e l'ha notato fare il segno "L". Se il Brunson senior l'abbia pianificato o sia semplicemente successo a un certo punto è questione di interpretazione. Come nella maggior parte delle grandi storie, c'è spazio per un po' di mistero.
5 giugno 1999. I Knicks sono sotto di tre contro i temibili Indiana Pacers con 11.9 secondi da giocare in gara 3 delle finali della Eastern Conference. Negli anni '90 i Pacers passavano spesso la primavera al Garden. La rivalità era reale.
Rimessa in gioco, linea laterale sinistra, proprio accanto a metà campo. Indiana nega il pallone ad Allan Houston. Opzione uno sfumata. Latrell Sprewell non riesce a liberarsi. Opzione due sfumata. Il passaggio all'ultimo secondo di Charlie Ward per Johnson viene deviato. Il pallone arriva a LJ, sopra la linea da tre punti, con l'azione mandata all'aria dalla difesa di Indiana. È il momento di inventare qualcosa, Big L.
Tripla minaccia, jab step con il piede destro. Di nuovo. Tripla minaccia, jab step con il piede destro. Il cronometro scorre rapido. Ora restano solo 7.9 secondi. Finta di tiro. Funziona. Un palleggio con la sinistra verso la linea laterale. LJ si alza da lontano. Il fischio. Il pallone entra. Gioco da quattro punti. Partita finita. Un momento iconico.
Anche se in quell'azione non ha mai fatto davvero l'esultanza "L", il gesto è impresso nella memoria dei tifosi dei Knicks di ogni dove. Il bello è che Big L una volta disse una frase rimasta celebre: "Sono di New York e non sono mai stato un tifoso dei Knicks". Buffo come vada la storia, no?
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